presentazione del nostro meraviglioso mondo. Dopo circa due mesi qualcosa però non andava...mai un Like, mai un commento! C'era qualcosa che non andava ovviamente!! Mi chiedevo inizialmente se il gruppo era cosi banale da non essere nemmeno calcolato e con il passare del tempo mi dimenticai addirittura di averlo creato! Ovviamente il tempo passa e nel giugno del 2013, mentre curiosavo ed eliminavo gruppi che non mi importavano mi soffermai a cercare di capire perchè Cocktail Art non aveva riscosso successo!!!!! Bhe volete sapere perchè?? Nella mia ingenua ignoranza non avevo mai aperto il gruppo a nessuno e di conseguenza nessuno poteva vedere il gruppo!! Capito l'errore provai ad invitare alcuni colleghi nel gruppo, circa una trentina, e come per magia i Like apparivano e le foto di opere artistiche dei colleghi venivano postate, gli iscritti crescevano giorno dopo giorno arrivando in soli  cinque mesi a quasi 1200 colleghi iscritti da tutto il mondo inclusi i più grandi Bartenders che mai e poi mai avrei sognato di scambiare due parole.

 


Egli maneggiava con accuratezza ogni ingrediente creando drink in contenitori non convenzionali e utilizzando tecniche all'avanguardia presentando drink unici. Fino quel momento per me un cocktail era semplicemente fatto in un bicchiere di vetro ben prestabilito e con decorazioni semplici e convenzionali come da manuale ma quella sera, grazie a Dario, la mia mente si apri! Il giorno dopo al mio rientro nella piccola provincia decisi di provare a riprodurre queste opere d'arte dal gusto paradisiaco. Studiavo giorno e notte ingredienti e contenitori, tecniche e presentazione. Dario con grande umiltà e gentilezza rispondeva ad ogni mia domanda curiosa necessita a riprodurre e riproporre le sue incredibili ricette le quali non mancavo mai di citarne la fonte.

Tra i più grandi consigli Dario mi indirizzò verso l'amico Giorgio Negri, patron della famosa Rg commerciale che da tempo già si prodigava con passione a rendere reperibili ogni prodotto, bicchiere o attrezzo non usuale , il quale diventò un punto di riferimento unico per noi umili seguaci di nuove frontiere, se così posso citarle. Incominciai con passione e tenacia investendo gran parte del mio stipendio e del mio tempo e senza timore proponevo quello che avevo imparato.

Con grande stupore e passione il pubblico della mia città rimase entusiasta di questi nuovi e particolari drink dandomi l'opportunità di sperimentare e specializzarmi sempre più.

La passione e la voglia di creare mi portò con il tempo a definire un mio stile e le mie ricette, cocktail come i Monsters creati con sottobicchieri a forma di facce di mostri buffi, i Dolly Tattoo bambole disegnate con tatuaggi che sedute abbracciano bicchieri in stile abbinato al tattoo, il Rum Barrel cocktail creato con un bicchiere a forma di barile di rum all'interno di un vassoio speciale con mini bottiglia di rum ed un contenitore per il terzo ingrediente da unire, il Vendemia a base di Mosto d'uva, il Lapsang Souchoung Martini infuso con il famoso tea nero affumicato, il Tattoo Machine Martini, cocktail che utilizza una macchinetta da tautare per essere aromatizzato dando un scenicità unica nel suo genere.

Machine Martini

In questi anni però il solo fatto di creare nuovi drink non era sufficiente e grazie alla mia passione per il disegno incominciai a disegnare e dipingere soggetti inerenti al mondo del cocktail passando poi alla mia seconda passione i Tatuaggi; in qualche anno mi feci tatuare per un terzo del mio corpo diversi soggetti dedicati alla mixologist come un Tiki, un set tra Shaker-jigger-coppe martini- twist of lemon- l'assenzio-una brocca di birra- una pin up in un bicchiere da cocktail- un gallo ( cockt-tail ) e molti altri ancora fotografando ogni singolo drink, quadro o tattoo.

Fu nel 2008 che con tutte questo materiale artistico incrociai, come tutti noi, il famosissimo social network Facebook. In una quasi totale “ignoranza” delle potenzialità dei social network provai a creare un gruppo chiamandolo Cocktail Art includendo alcune mie foto artistiche di cocktails particolari, i miei tatuaggi ed i miei quadri sperando che amici e colleghi potessero giovare di un gruppo dedito alla condivisione artistica al fine di divertirsi o ispirarsi a nuove forme di

Ricordo ancora oggi a distanza di circa 14 anni la prima volta che rimasi affascinato nel vedere come un cocktail potesse diventare un'opera d'arte...... Ero ancora un giovane ed umile barista alle prime esperienze lavorative e per alcune coincidenze, in una magica sera autunnale, entrai in uno dei locali più conosciuti in Italia dove dietro al bancone contornato da stupende bottiglie provenienti da tutto il mondo e alchemici attrezzi di lavoro conobbi Dario Comini.

Ovviamente Cocktail Art da modo a tutti i colleghi di postare le proprie opere dando solo una regola fissa....No discussioni, No critiche! Questo passaggio ovviamente mi comporta un impegno nel seguire il gruppo quotidianamente che 24h al giorno,da tutto il Mondo, viene tartassato di foto e commenti i quali vengono filtrati da me e sempre da me uno a uno vengono contraccambiati con una gentile risposta ringraziando coloro che in Cocktail Art credono.

A oggi, Cocktail Art vive grazie al supporto ed il rispetto di molti amici e colleghi come Matteo Zed, Mirko Moccia, Marco Del Bianco, Ezio Falconi, Gianni Merenda, Stefano Ninchevich, Dario Comini, Matteo Stafforini, Volker Seibert, Anonio Lai, Massimo Stronati,Daniele Dalla Pola, Matteo Palladino, Mirko Turconi, e molti molti altri ancora che non riuscirei a citare visto il numero impressionante di iscritti, inoltre grazie all'aiuto di collaboratori come Giorgio Negri che dopo tutti questi anni, quasi come un padre, mi consiglia e come un grande collaboratore mi aiuta con lo sviluppo di un gioco, come io lo chiamo, che sta dando enormi soddisfazioni. Dalla sua nascita infatti molte sono le rubriche on line che hanno parlato di Cocktail Art, o articoli su riviste del settore e non, apparizioni al primo Bar Show Italiano ed infine Seminari inerenti a questo fenomeno mediatico che spopola attorno al mondo del cocktail e che mi fa sorridere poiché, come dicevo all'inizio, per mè è un gioco e non mi capacito ancora oggi di quanto successo sta ottenendo.

Concludendo Cocktail Art nel suo piccolo mira al futuro cercando di coinvolgere visivamente e stuzzicare artisticamente l'idea di creazione insita in ogni barman che vuoi per ludicità, vuoi per dare un drink sempre più coinvolgente, vuoi per dare una visione differente stimola e nel suo piccolo spera di migliorare un mercato futuro fatto di grandi professionisti.